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lunedì 28 ottobre 2013
venerdì 18 ottobre 2013
FACEBOOK: I 5 STATI PEGGIORI DELLA SETTIMANA
LA PRIMA PUNTATA. benvenuti.
Il Facebook è una grande invenzione, poche balle. Un’idea che oggi pare di rara scontatezza, ma che non lo è affatto, se considerate che chi lo ha inventato sta ancora finendo di contare i soldi. Diffidate dunque da chi vi dice che il facebook sia una cagata. Chi lo dice è perché:
A. Non ci è mai stato e non vuole entrarci per preconcetto.
B. Ci è dentro ma fa l’anticonformista del cazzo.
C. Il suo partner non vuole che ce l’abbia. Zerbino.
D. Non è previsto un punto D.
Il problema del Facebook semmai è l’uso che la gente ne fa. Quindi
ecco che diviene un temporalesco melting pot in cui si mischiano l’uno di
seguito all’altro sulla bacheca un messaggio d’amore - una poesia di bukowski –
e perché no, un bestemmione.
Gente che nascosta dietro alla tastiera, riesce ad essere pungente, cattiva, rivoluzionaria che poi magari nella vita non riesce neanche a dire al suo collega se può abbassare il volume della radio...
Gente che nascosta dietro alla tastiera, riesce ad essere pungente, cattiva, rivoluzionaria che poi magari nella vita non riesce neanche a dire al suo collega se può abbassare il volume della radio...
Faccio del mio meglio per sfuggire a tutto questo, cercando di fare il cosiddetto ‘uso intelligente del mezzo’, a partire da stati che evitino banalità assurde tipo ‘ciao a tutti, buon venerdì’ - che trovo più inutili di un neo in fronte.
Cosi come cerco di ponderare i ‘’Mi Piace’’. Al momento ho
un unico alleato in questo, l’amico Marco Maghelli Ruffo. Si perché abbiamo
convenuto che ci sia uno sperpero di Mi Piace che indispone. Il Mi Piace ormai
è regalato.
Il Mi Piace va tutelato. Tutelatelo!
Ma ho iniziato il pezzo con una frase a cui credo molto:
Facebook è una grande invenzione.
Mi piace, clic.
Adoro seguire le menate di
tutti, a volte trascorro minuti a farmi i fatti di gente che non so neanche
bene chi sia e perché sia mia ‘Amica’ - che è un altro termine che è stato
smutandato del suo significato.
Ed è così che da questa settimana ho deciso che quando vedo
qualche stato marcio, me lo segno e ne faccio una classifica. Eccola dunque, la classifica!
La Classifica dei 5 Stati di Facebook più Brutti della Settimana.
.....5a POSIZIONE.....
Silvia P. ha le idee chiare e vuol farci partecipi
di cose interessantissime. Concetti forti. Per questo scrive..
PRAPPAPAPPOOOOOOOOO
0 mi piace e 0 commenti per lei. PREVENTIVABILE.
.....4a POSIZIONE.....
Un
magnanimo Nicolas B.V. cita un suo amicone Mattia D.L. di cui ignoravo
l’esistenza fino a questa sortita che unisce finezza ed eleganza e le adagia su
un letto di soffici fettine di sobrietà.
SON BELLO SON SANO E TI SFONDO
ANCHE L'ANO.
A 38 persone è piaciuto questo elemento. Qualcosa mi
sfugge. REDDITIZIO
.....3a POSIZIONE.....
Articolo di quelli “fateli girare”in cui si parla di
bollo auto, c’è una tizia competente che ci assicura che conviene non pagarlo e
ci suggerisce scappatoie. Bene. Forse vittima del correttore automatico del
telefonino, forse vittima di sé stesso, Francesco L. ci fa sapere la sua idea a
riguardo..
BENE, NON L'HO PAGO' !!!
Nonostante tutto, 2 mi piace nella prima mezzora se
li aggiudica. ASSECONDATO.
.....2a POSIZIONE.....
Tommaso D.C. ce l'ha con qualcuno. Traspare la sua vena polemica. Peccato che abbia saltato le scuole dell'obbligo, forse perchè c'aveva judo..
DALLA TUA TESTA,TRASMETTI I PENSIERI,CHE POI RICEVO E FACCIO MIEI..,
Superfluo comunicare i 0 mi piace e 0 commenti. Ciò che mi infastidisce oltre alla chiara difficoltà espositiva degno di un ubriaco irlandese alla festa di San Patrizio, è quella insulsa virgola finale. AVVINAZZATO.
DALLA TUA TESTA,TRASMETTI I PENSIERI,CHE POI RICEVO E FACCIO MIEI..,
Superfluo comunicare i 0 mi piace e 0 commenti. Ciò che mi infastidisce oltre alla chiara difficoltà espositiva degno di un ubriaco irlandese alla festa di San Patrizio, è quella insulsa virgola finale. AVVINAZZATO.
.....1a POSIZIONE.....
Silvia Ch. ci regala una frase giustificabile solo se
ti entrano estranei nell’account per farti fare la figura di merda..
:) :) :) :) LA FIGHETTA A 3/4 è FELICE!!!!!!!
Si riferirà ad un rapporto sessuale soddisfacente al
75%? Oppure è un messaggio al suo allenatore per farsi mettere fantasista,
trequartista dietro alle punte? SUBDOLA.
Alla Prossima. Non cliccate il Mi Piace con leggerezza.
Merde.
mercoledì 25 settembre 2013
SONO UN GRANDE, SE PARLIAMO DI IDIOTI
Hai presente quando per motivi oscuri non funziona più la
connessione a internet? C’è la rete, la potenza del segnale è buona.. e non va.
Poi noti quella fastidiosissima icona sovrapposta alle tacche del segnale,
il triangolino giallo col punto esclamativo, e ti senti nei guai.
Vai sopra col
mouse, ‘nessun accesso a internet’ – dice. “E perché? “ – Rispondo io. Nessuno mi
risponde dentro quello schermo.
Se sei come me poi, che sai di informatica come
mia nonna sa di Justin Bieber, sei fritto. Non ti resta che improvvisare
qualcosa che hai visto fare una volta al tuo amico capace. Quindi vai timidamente
di tasto destro, proprietà, accenni un doppio clic su un’icona.. non accade
nulla. Allora vai su impostazioni avanzate, leggi cose per te arabo/slovene,
spaventato annulli. Poi un giro sul pannello di controllo non te lo fai? Te lo
fai si, c’è tutto lì..
E poi .. boh.. fai
confusamente partire un antivirus scaduto da tempo che comincia ad intimarti di comprare la
versione nuova tramite schermate intimidatorie che raccontano di un PC, il tuo,
a rischio infestazione virale, che hai paura che poi magari te lo attacca sto
virus e ti viene la febbre anche a te e devi prendere un Avast per guarire e
installare la Tachipirina al computer..
Che confusione: un bendato nella nebbia.
Che poi
ci pensi e volevi solo andare 2 minuti sul sito della gazza a vedere le
probabili formazioni per mettere giù la squadra del fantacalcio, che tra
l’altro rischi di giocare in 10, dannazione.
Ormai sei dentro. Sei in una
nebbiosa battaglia che non avresti voluto combattere. In prima linea, esposto
al nemico, munito di coltellino svizzero, quello che ha anche il cavatappi.
E ora che faccio? Stappo?
In un barlume di lucidità, Riavvii. Sembra una mossa
giusta. A volte basta, non si sa il perchè. Passano i minuti, cresce il nervoso e ti senti vittima, alle prese con
un coso che ha una coscienza e che sta facendo apposta ad intralciarti il
cammino. Nella tua collera ti senti un grande, e lo sei.. se parliamo di idioti.
Riavviato,
il problema rimane. Resta. Permane. Persiste.
E’ guerra. Lo ha voluto lui; parti col raptus
omicida, due pugni sulla tastiera, una shakerata allo schermo. Niente. Non
reagisce. Provi un certo sollievo ad avergliene date quattro però. Sai che faccio ora? Faccio un Defrag. Ma si! O
uno Scan Disk. Forse anche il Backup è da fare. Sei più fuoristrada di una Jeep, ma ormai non puoi più capirlo, immerso come sei nelle torbide acque fangose delle lagune/lacune del tuo passato.
Intanto che metti a lavorare il sistema,
vai sulla finestra della connessione zoppa e vedi il tastino che tutti
vorrebbero vedere. E’ un po’ il distributore di Pepsi ghiacciata nel deserto.
Sgrani gli occhi per vedere se è tutto vero e il tastino è ancora li, con la
sua bella scritta: “Risoluzione Problemi”. Clicchi.
-Rilevamento problemi connettività … attendere..
"Attendo. Ci
mancherebbe. Risolva pure con calma". Preso dall'ingenua euforia, gli dai anche del Lei.
E poi la mazzata finale, quella che in molti casi ha portato svariati utenti all'esasperazione, tipo scene di mazze da baseball spaccatrici di tutto.. la conclusione nel nulla di fatto.
-Rilevato un Problema: Il server DSN non risponde.
Grazie al cazzo, è il motivo per cui ho cliccato - pensi - ma non lo dici. E non spacchi niente. Non è più il
momento delle sceneggiate. Ti ammansueti gettando la fantomatica spugna.
Spegni forzatamente il tuo Acer, tenendo premuto il tasto
On/Off e lo fai ripensando a un aforisma citatoti da un carissimo amico qualche giorno prima: “LA
VITA E’ TROPPO BREVE PER RIMUOVERE IN MODO SICURO LA CHIAVETTA USB”
E concludi così:
E' il momento di un Mac. E' a prova di idioti, dicono.
domenica 8 settembre 2013
CRIMINALITA' DISORGANIZZATA
![]() |
| La Golf GTD ferita. Non è in pericolo di vita. |
e un po' sorridi amaro e riparti tutto pieno di vetri in macchina con la voglia di incontrare il colpevole e dirgli; "Coglione, sotto il bracciolo avevo lasciato il portafoglio, svegliati". Poi verso sera ti pungono 5-6 zanzare e capisci l'importanza del dopo-puntura. E niente, fine.
lunedì 19 agosto 2013
MANTENERSI IN '' FORMAT ''
La routine ti frega. Perché la
routine prevede automatismi che non ti fanno mica ragionare. Pilota automatico.
Tu fai perché ormai fai così da un po' e quindi quello diventa il “giusto”. Poi
però basta che quel giorno quella ‘strada’ sia chiusa per lavori in corso e ti
accorgi che la nuova via forse non era mica sbagliata e anzi che forse è
addirittura migliore.
Cambi di prospettiva. La diversità aiuta. Il diverso
scrosta radicati tappi di calcare che ti inceppano il cervello. Vedere le cose
da una nuova angolazione, ti rende più aperto, tollerante.. e quindi migliore!
Ora, lo so.. il livello del pezzo è potenzialmente alto, sviluppabile con
argomenti filosofici, etici.. Da qui si potrebbe iniziare ad esempio a parlare
di razzismo, omosessualità e religione. Certo, potrei, ma il pezzo è mio e lo gestisco io! Nella vita ci sono delle priorità, cose molto più importanti, come ad esempio:
La
compilazione del cartello "Chiuso per Ferie".
Ormai è un format, quasi nessuno si
prende la briga di ragionarci sopra, del resto che ci vuole, è un cartello di
chiuso per ferie, non un equazione algebrica a due fattori coassiali (che peraltro non esiste). Non serve mica un genio per farlo.
“Chiuso per ferie dal 9
al 23 agosto.” - Fatto!
Lineare, giusto, essenziale.. non pare esserci alcuna anomalia.
Eppure un cartello così a me
fa sempre fare due riflessioni.
La prima è: ma il 23 è compreso o no?
E la
seconda, la vera riflessione, è: ma a me, che mi frega che sia chiuso dal 9? E’
un’informazione del tutto inutile. Innegabilmente
superflua. Tanto vale aggiungere altre informazioni inutili allora.
-“Chiuso per
ferie con amici in toscana dal 9 al 23 agosto, danno bel tempo.”
O ancora ...
-“Chiuso
per ferie dal 9 al 23 agosto anche se poi al mare non ci andiamo subito il 9, bensì
partiamo il l'11 perché mia nipote si laurea il 10 e ci scoccerebbe non presenziare
ad un evento del genere”.
La soluzione c’è, è lì, semplice,
alla portata.. basta togliere il pilota automatico.
"Chiuso per Ferie, si riapre il 24
Agosto". Niente di più chiaro, cazzo.
venerdì 2 agosto 2013
DRITTO COME L’OLIO
Può un non-scrittore avere la
crisi del foglio bianco?
In teoria no, ma si sa le teorie spesso con la realtà, sorprendentemente, non hanno punti d’incontro. Io infatti non sono uno scrittore eppure ce l’ho.
La chiamo talvolta crisi artistica, altre volte mi piace chiamarla Martina Scavi, così perché è bello dare un nome alle cose. Anche un cognome, a volte.
In teoria no, ma si sa le teorie spesso con la realtà, sorprendentemente, non hanno punti d’incontro. Io infatti non sono uno scrittore eppure ce l’ho.
La chiamo talvolta crisi artistica, altre volte mi piace chiamarla Martina Scavi, così perché è bello dare un nome alle cose. Anche un cognome, a volte.
E sino a stasera ce l’ho
avuta, cazzo, la Martina Scavi dico. Voler scrivere qualcosa e non riuscirci, perché hai un blocco creativo/artistico/simpatico/comunicativo.. è
brutto.
Eppure poi arriva il giorno che
passa. Basta trascurare la tv, mettere sul canale 700 di sky entrare nelle web
radio e sintonizzare su Rock Nation che senza pubblicità offre a rotazione belle
canzoni rock di ogni decennio. Che poi ora che ci ragiono, come fa a vivere
senza pubblicità una emittente del genere? Sarebbe da andarci a fondo, ma non
lo farò, perché sono pigro. Sta di fatto che in questo modo si crea la giusta
atmosfera che fa venir voglia di scrivere le cose.
E così ripenso un po’ a queste
ultime settimane vissute tra piccoli e grandi impegni, tallonato da problemi
alla mia zampa sinistra che paiono non passare mai e proprio a tal proposito citerò
un aneddoto che è la fotografia che ben inquadra il momento sfigamolle che sto
attraversando.
Ennesima risonanza del 2013, la
quinta se non sbaglio. Ed io non sbaglio.
Per chi non l’avesse mai fatta,
immaginate di essere infornati tramite un lettino scorrevole in un forno a
legna tipo quello delle pizze, solo un po’ più tozzo. Bene. Ora prendete una
grossa lavatrice industriale, un martello pneumatico e un team di muratori
armati di arnesi a caso e urlate “Pronti.. Via!” .. e via tutti insieme per 25
minuti. Ecco, esattamente così.
Ebbene, ne ho fatte talmente
tante che inizio a trovare una musicalità in quel frastuono disordinato. E’
diventato un genere che apprezzo più della musica Techno Hardcore e di Gigi D’Alessio,
il quale, va detto per correttezza, lo metto dietro anche alla gara di rutti della
festa della birra di Larciano (PT).
Per non farci mancare nulla, me
l’hanno fissata a Padova. Padova non è lontana per uno che sta chessò… a Padova
per esempio. Per uno che sta a Modena invece è lontana. Tanto per fare un
parallelo, è come se ad uno di Padova la fissassero chessò.. a Modena, ecco,
per capirci. Già… Tipo 300 km andare e tornare.
“Vai lì alle 17,30, porta l’impegnativa,
paghi e ti danno subito l’esito alla fine” – così parlò il mio medico e alla
mia richiesta del nome della clinica lui categorico - “Non puoi sbagliare,
uscita Monselice, ci sono subito i cartelli che ti portano alla clinica”..
Abbagliato da tanta convinzione non faccio più domande e parto. Arrivato a Bologna
manco clamorosamente lo svincolo per Padova, idiota.
Rimessomi in carreggiata
proseguo, annoiato, verso l’uscita Monselice che poi ci sono i cartelli facili.
Esco, preoccupato di non vedere alcun cartello e invece mi si para davanti un
enorme insegna MEDI CLINIC con tanto di immagine della struttura. Aveva ragione
lui. Seguo le indicazioni e arrivo con una manciata di minuti di anticipo alla
clinica... sbagliata!!! Se non altro la receptionist si è fatta una gran risata
alla mia frase di congedo: “Bene dai, anche oggi la mia figura di merda l’ho
fatta, alla prossima, arrivederci!” e via verso la clinica giusta, ottenuta
dopo una chiamata al doc!
Mentre aspetto il mio turno
gioco a ruzzle, che mi ha ampiamente rotto le palle, ma devo ammettere che nei
tempi morti svolge ancora bene la sua funzione. Certo che ogni volta a dover inanellare
la noiosa ma redditizia serie di “ara-arai-are-ina-teri-aia-pia-poi..” ci si
spacca la minchia. Che poi dopo mesi ancora non ho imparato che “Tera” non lo
da buono e testardo lo digito ottenendo il meritato suono di errore.
Ecco la donnina chiamarmi, è
giunto il momento del rumoroso esame. Ella si dimostra da subito estremamente
cordiale, anche troppo.. quel tipo di persone che ci tengono a far capire la
bontà delle proprie azioni e che mentre fanno le cose le dicono usando il
plurale “Adesso mettiamo qui la cartelletta con tutte le documentazioni così
non le perdiamo, poi compiliamo questo foglio” e lo fa lei. Cordiale si, ma
ingannevole.
Il macchinario non è il convenzionale, quello a cui ho fatto riferimento prima, è un po’ diverso. Ed infatti è macchinario adatto soltanto alle articolazioni, limitatamente a quelle, ed io necessito di una più ampia sezione della gamba, dal ginocchio in giù. Appresa la notizia, la gentil donnina non si scompone ed anzi si prodiga a trovar soluzione.. e cazzo la trova. “Ne facciamo due, in due diverse sezioni”. Non lo do a vedere, ma a me pare una soluzione di una pochezza rara, un lavoro fatto un po’ col culo, raffazzonato in qualche modo. Dico che va bene.
L’infinita cinquantina di
minuti per le due risonanze passa, ed io ringrazio il cielo perché dover stare
immobile, nel baccano, per quanto in posizione sommariamente comoda, dopo un po’
ti crea cazzo di tensioni alla schiena e agli adduttori.. per non parlare poi
se ti viene prurito al piede.. Insomma, una risonanza è per gente cazzuta,
figuriamoci due!
Ringrazio la donna, che sempre
con fare estremamente cordiale mi dice di attendere alcuni minuti nella sala d’aspetto,
però non quella in cui aspettavo prima della risonanza, ma quella più avanti, passando
il corridoio e mantenendo la destra, dove vedo la scritta ritiro esiti... e me
lo ripete una seconda volta per essere ancora più chiara, ma io avevo già
capito a metà della prima spiegazione, anche perché non siamo al St. Francis
Memorial Hospital di San Francisco, è una clinica di Monselice, bellina ed
efficiente per carità, ma piccolina. Mi avvio..
Nell’attesa dei miei esiti, un
po’ teso perché spero vi siano notizie finalmente positive, mi chiedo quando e
se rivedrò mai quella gentile signora e del senso di questi incontri. Persone che
vedi una volta nella vita, con cui hai a che fare, scambi due battute e poi non
le rivedi più. Punti di contatto fugaci che il più delle volte durano l’arco di
una giornata per poi essere dimenticati tornando a casa.. chissà quando la
rivedrò un cazzo, eccola che torna e dice di seguirla. La seguo confuso, magari
mi vuol far parlare direttamente col dottore refertatore, forse sono un cleptomane
e ho rubato delle robe, che ne so..
Arriviamo in un’altra sala
medica, vedo un macchinario molto più simile alla solita risonanza e: “Guarda
scusa ma..ti devi togliere tutti gli oggetti
metallici e mettere quel camice e vieni che ne facciamo un’altra”
Facciamo? Io ne faccio un’altra! Cazzoooo.
Mi spiega che l’impegnativa
parlava di caviglia, che doveva esserci scritto arto.. e che quella che andavo
a fare era più completa. Si scusa ripetutamente, ma in effetti non dovrebbe,
non è colpa sua.. ma si sa, certe persone, squisite, ti chiedono scusa a
prescindere. Mi pesa da matti, ma mi adagio sul lettino, mi infilano, altro
frastuono interminabile.. sorrido per lunghi tratti della terza risonanza
giornaliera, un po’ perché voglio sdrammatizzare e un po’ perché è una risata
isterica, quella che precede la pazzìa.
Terminato il terzo ed ultimo
atto guardo l’orologio, le 20 sono passate da una decina di minuti. Affaticato dopo
il pomeriggio trascorso tra macchina e ‘cantiere’ mi sollevo e vado a
rivestirmi. Penso siano finite le beffe di quel giorno e invece ce n’è un’ultima,
il colpo di coda. Visto l’orario inoltrato, il refertatore è (giustamente)
andato a casa dalla famiglia, quindi gli esiti li avrò soltanto all’indomani. Bene.
Neanche torno a casa con gli esiti. Avevo avvisato 50 persone che avrei fatto
sapere gli esiti entro sera.. perfetto.
C’è sempre un lietofine però. E
me lo regala lei, la persona più influente di quella mia giornata. La donnina d’animo
buono. Si scusa per la quattordicesima volta se non sbaglio, ed io non sbaglio,
e mi lascia con una frase che recita testualmente:
“Mi spiace, bastava compilare
diversamente la ricetta e saresti venuto direttamente in quest’ultima macchina
a fare la risonanza, dritto come l’olio”.
Dritto come l’olio. Questa me
la segno, ho pensato.
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