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lunedì 28 ottobre 2013

FACEBOOK: I 3 STATI PEGGIORI DELLA SETTIMANA

LA SECONDA PUNTATA

Qualcuno di voi avrà notato che rispetto alla prima puntata, la classifica si è ridotta. Ebbene, quel qualcuno di voi ha notato giusto. Del resto dopo il successone della rubrica d'esordio si è riscontrato in tutto il 'Pianeta Facebook', un innalzamento dell'attenzione a non sbagliare verbi e sintassi mai registrata prima, ossia Facebook, per sfuggire alle grinfie della scomoda classifica, è diventato un contenitore piu' accorto. Migliorie che non ti aspetteresti.
L'altra versione della faccenda è che non ci ho badato nei giorni scorsi ed ho fatto tutto ieri sera e più di tre non ne ho mica trovati. Versione per i più scettici questa. DIFFIDENTI.
3 ....TERZA POSIZIONE .... 3
Marco T. non ha tempo da dedicare al primo che passa, lui bada al sodo, pochi giri di parole, categorico...
"Chi chiama col numero privato merita di morire giovane"
Non lo nego.. Ho controllato in tutta fretta le impostazioni di chiamata del mio cellulare. Ero pulito. 15 mi piace lo supportano. SENTENZA.
2 .... SECONDA POSIZIONE .... 2
Forse reduce da un positivo concerto della cantante, forse fresco di provini del presepe vivente in cui in quel ruolo c'era una bella topa, Giampaolo C. approda nella mia bacheca con uno sfolgorante..
"Una bella madonna!!"
Hip Hip Hurrà verrebbe da dire. ESCLAMATIVO.
1 .... PRIMA POSIZIONE .... 1
Fabio F. vuole dire la sua sulla sorprendente sconfitta del Paris Saint Germain, che con ogni probabilità gli ha fatto saltare la scommessa. La prende bene però, tanto che scrive..
"mvt pdb dc psg del cazzo pd..."
Ora, alcuni maliziosi potrebbero pensare che sia una costellazione di acronimi di bestemmie.. e invece no! Sono parole di fratellanza, che riportano all'essenza dello sport, fatto di tifo genuino e toni pacati, infatti si distingue un chiaro appello: 
Meno Violenze Tutti! Parole Di Buonsenso! Deduco Che 'Psg del cazzo' Paia Diffamatorio! ARCIVESCOVILE.
E' tutto per oggi. State bene dai.
Alla prossima.

venerdì 18 ottobre 2013

FACEBOOK: I 5 STATI PEGGIORI DELLA SETTIMANA



 

LA PRIMA PUNTATA. benvenuti.


Il Facebook è una grande invenzione, poche balle. Un’idea che oggi pare di rara scontatezza, ma che non lo è affatto, se considerate che chi lo ha inventato sta ancora finendo di contare i soldi. Diffidate dunque da chi vi dice che il facebook sia una cagata. Chi lo dice è perché:  

A. Non ci è mai stato e non vuole entrarci per preconcetto.
B. Ci è dentro ma fa l’anticonformista del cazzo.
C. Il suo partner non vuole che ce l’abbia. Zerbino.
D. Non è previsto un punto D.

Il problema del Facebook semmai è l’uso che la gente ne fa. Quindi ecco che diviene un temporalesco melting pot in cui si mischiano l’uno di seguito all’altro sulla bacheca un messaggio d’amore - una poesia di bukowski – e perché no, un bestemmione.
Gente che nascosta dietro alla tastiera, riesce ad essere pungente, cattiva, rivoluzionaria che poi magari nella vita non riesce neanche a dire al suo collega se può abbassare il volume della radio... 

Faccio del mio meglio per sfuggire a tutto questo, cercando di fare il cosiddetto ‘uso intelligente del mezzo’, a partire da stati che evitino banalità assurde tipo ‘ciao a tutti, buon venerdì’ - che trovo più inutili di un neo in fronte. 
Cosi come cerco di ponderare i ‘’Mi Piace’’. Al momento ho un unico alleato in questo, l’amico Marco Maghelli Ruffo. Si perché abbiamo convenuto che ci sia uno sperpero di Mi Piace che indispone. Il Mi Piace ormai è regalato.
Il Mi Piace va tutelato. Tutelatelo!

Ma ho iniziato il pezzo con una frase a cui credo molto: Facebook è una grande invenzione. 
Mi piace, clic.
Adoro seguire le menate di tutti, a volte trascorro minuti a farmi i fatti di gente che non so neanche bene chi sia e perché sia mia ‘Amica’ - che è un altro termine che è stato smutandato del suo significato.  
  
Ed è così che da questa settimana ho deciso che quando vedo qualche stato marcio, me lo segno e ne faccio una classifica. Eccola dunque, la classifica!

La Classifica dei 5 Stati di Facebook più Brutti della Settimana.

.....5a POSIZIONE.....

Silvia P. ha le idee chiare e vuol farci partecipi di cose interessantissime. Concetti forti. Per questo scrive..
PRAPPAPAPPOOOOOOOOO

0 mi piace e 0 commenti per lei. PREVENTIVABILE.

.....4a POSIZIONE..... 
Un magnanimo Nicolas B.V. cita un suo amicone Mattia D.L. di cui ignoravo l’esistenza fino a questa sortita che unisce finezza ed eleganza e le adagia su un letto di soffici fettine di sobrietà.
SON BELLO SON SANO E TI SFONDO ANCHE L'ANO.

A 38 persone è piaciuto questo elemento. Qualcosa mi sfugge. REDDITIZIO

.....3a POSIZIONE.....

Articolo di quelli “fateli girare”in cui si parla di bollo auto, c’è una tizia competente che ci assicura che conviene non pagarlo e ci suggerisce scappatoie. Bene. Forse vittima del correttore automatico del telefonino, forse vittima di sé stesso, Francesco L. ci fa sapere la sua idea a riguardo..
BENE, NON L'HO PAGO' !!!

Nonostante tutto, 2 mi piace nella prima mezzora se li aggiudica. ASSECONDATO.

.....2a POSIZIONE.....
Tommaso D.C. ce l'ha con qualcuno. Traspare la sua vena polemica. Peccato che abbia saltato le scuole dell'obbligo, forse perchè c'aveva judo..

DALLA TUA TESTA,TRASMETTI I PENSIERI,CHE POI RICEVO E FACCIO MIEI..,

Superfluo comunicare i 0 mi piace e 0 commenti. Ciò che mi infastidisce oltre alla chiara difficoltà espositiva degno di un ubriaco irlandese alla festa di San Patrizio, è quella insulsa virgola finale. AVVINAZZATO.
 
.....1a POSIZIONE.....

Silvia Ch. ci regala una frase giustificabile solo se ti entrano estranei nell’account per farti fare la figura di merda..
:) :) :) :) LA FIGHETTA A 3/4 è FELICE!!!!!!!

Si riferirà ad un rapporto sessuale soddisfacente al 75%? Oppure è un messaggio al suo allenatore per farsi mettere fantasista, trequartista dietro alle punte? SUBDOLA.

Alla Prossima. Non cliccate il Mi Piace con leggerezza. Merde.

mercoledì 25 settembre 2013

SONO UN GRANDE, SE PARLIAMO DI IDIOTI



Hai presente quando per motivi oscuri non funziona più la connessione a internet? C’è la rete, la potenza del segnale è buona.. e non va. Poi noti quella fastidiosissima icona sovrapposta alle tacche del segnale, il triangolino giallo col punto esclamativo, e ti senti nei guai. 
 Vai sopra col mouse, ‘nessun accesso a internet’ – dice. “E perché? “ – Rispondo io. Nessuno mi risponde dentro quello schermo. 

Se sei come me poi, che sai di informatica come mia nonna sa di Justin Bieber, sei fritto. Non ti resta che improvvisare qualcosa che hai visto fare una volta al tuo amico capace. Quindi vai timidamente di tasto destro, proprietà, accenni un doppio clic su un’icona.. non accade nulla. Allora vai su impostazioni avanzate, leggi cose per te arabo/slovene, spaventato annulli. Poi un giro sul pannello di controllo non te lo fai? Te lo fai si, c’è tutto lì..
E poi .. boh..  fai confusamente partire un antivirus scaduto da tempo che comincia ad intimarti di comprare la versione nuova tramite schermate intimidatorie che raccontano di un PC, il tuo, a rischio infestazione virale, che hai paura che poi magari te lo attacca sto virus e ti viene la febbre anche a te e devi prendere un Avast per guarire e installare la Tachipirina al computer..   

Che confusione: un bendato nella nebbia.

Che poi ci pensi e volevi solo andare 2 minuti sul sito della gazza a vedere le probabili formazioni per mettere giù la squadra del fantacalcio, che tra l’altro rischi di giocare in 10, dannazione. 
Ormai sei dentro. Sei in una nebbiosa battaglia che non avresti voluto combattere. In prima linea, esposto al nemico, munito di coltellino svizzero, quello che ha anche il cavatappi. 

E ora che faccio? Stappo? 

In un barlume di lucidità, Riavvii. Sembra una mossa giusta. A volte basta, non si sa il perchè. Passano i minuti, cresce il nervoso e ti senti vittima, alle prese con un coso che ha una coscienza e che sta facendo apposta ad intralciarti il cammino. Nella tua collera ti senti un grande, e lo sei.. se parliamo di idioti. 

Riavviato, il problema rimane. Resta. Permane. Persiste. 

E’ guerra. Lo ha voluto lui; parti col raptus omicida, due pugni sulla tastiera, una shakerata allo schermo. Niente. Non reagisce. Provi un certo sollievo ad avergliene date quattro però.  Sai che faccio ora? Faccio un Defrag. Ma si! O uno Scan Disk. Forse anche il Backup è da fare. Sei più fuoristrada di una Jeep, ma ormai non puoi più capirlo, immerso come sei nelle torbide acque fangose delle lagune/lacune del tuo passato.

Intanto che metti a lavorare il sistema, vai sulla finestra della connessione zoppa e vedi il tastino che tutti vorrebbero vedere. E’ un po’ il distributore di Pepsi ghiacciata nel deserto. Sgrani gli occhi per vedere se è tutto vero e il tastino è ancora li, con la sua bella scritta: “Risoluzione Problemi”. Clicchi. 

-Rilevamento problemi connettività … attendere..
"Attendo. Ci mancherebbe. Risolva pure con calma". Preso dall'ingenua euforia, gli dai anche del Lei.

E poi la mazzata finale, quella che in molti casi ha portato svariati utenti all'esasperazione, tipo scene di mazze da baseball spaccatrici di tutto.. la conclusione nel nulla di fatto.
-Rilevato un Problema: Il server DSN non risponde.
 Grazie al cazzo, è il motivo per cui ho cliccato - pensi - ma non lo dici. E non spacchi niente. Non è più il momento delle sceneggiate. Ti ammansueti gettando la fantomatica spugna.

Spegni forzatamente il tuo Acer, tenendo premuto il tasto On/Off e lo fai ripensando a un aforisma citatoti da un carissimo amico qualche giorno prima: “LA VITA E’ TROPPO BREVE PER RIMUOVERE IN MODO SICURO LA CHIAVETTA USB”

E concludi così:
E' il momento di un Mac. E' a prova di idioti, dicono.

domenica 8 settembre 2013

CRIMINALITA' DISORGANIZZATA

La Golf GTD ferita. Non è in pericolo di vita.
Che poi ti spaccano il vetro della macchina proprio sotto casa, ti rubano un borsello vuoto, incautamente lasciato in vista, e tu ci rimani male, poi prendi, parti, ti fermi 300m più avanti perchè hai il sentore che ci sia anche una gomma bucata, controlli, gomme a posto, e trovi affianco a te il borsello, buttato lì, svuotato del povero contenuto, fazzoletti, blocchetto di carta e un tubetto di dopo-puntura zanzare tutto rotto..
e un po' sorridi amaro e riparti tutto pieno di vetri in macchina con la voglia di incontrare il colpevole e dirgli; "Coglione, sotto il bracciolo avevo lasciato il portafoglio, svegliati". Poi verso sera ti pungono 5-6 zanzare e capisci l'importanza del dopo-puntura. E niente, fine.

lunedì 19 agosto 2013

MANTENERSI IN '' FORMAT ''



La routine ti frega. Perché la routine prevede automatismi che non ti fanno mica ragionare. Pilota automatico. 
Tu fai perché ormai fai così da un po' e quindi quello diventa il “giusto”. Poi però basta che quel giorno quella ‘strada’ sia chiusa per lavori in corso e ti accorgi che la nuova via forse non era mica sbagliata e anzi che forse è addirittura migliore. 

Cambi di prospettiva. La diversità aiuta. Il diverso scrosta radicati tappi di calcare che ti inceppano il cervello. Vedere le cose da una nuova angolazione, ti rende più aperto, tollerante.. e quindi migliore! 
Ora, lo so.. il livello del pezzo è potenzialmente alto, sviluppabile con argomenti filosofici, etici.. Da qui si potrebbe iniziare ad esempio a parlare di razzismo, omosessualità e religione. Certo, potrei, ma il pezzo è mio e lo gestisco io! Nella vita ci sono delle priorità, cose molto più importanti, come ad esempio:

La compilazione del cartello "Chiuso per Ferie". 

Ormai è un format, quasi nessuno si prende la briga di ragionarci sopra, del resto che ci vuole, è un cartello di chiuso per ferie, non un equazione algebrica a due fattori coassiali (che peraltro non esiste). Non serve mica un genio per farlo. 


“Chiuso per ferie dal 9 al 23 agosto.” - Fatto! 
Lineare, giusto, essenziale.. non pare esserci alcuna anomalia.
Eppure un cartello così a me fa sempre fare due riflessioni. 


La prima è: ma il 23 è compreso o no?
E la seconda, la vera riflessione, è: ma a me, che mi frega che sia chiuso dal 9? E’ un’informazione del tutto inutile. Innegabilmente superflua. Tanto vale aggiungere altre informazioni inutili allora. 

-“Chiuso per ferie con amici in toscana dal 9 al 23 agosto, danno bel tempo.”
 O ancora ...
-“Chiuso per ferie dal 9 al 23 agosto anche se poi al mare non ci andiamo subito il 9, bensì partiamo il l'11 perché mia nipote si laurea il 10 e ci scoccerebbe non presenziare ad un evento del genere”. 

La soluzione c’è, è lì, semplice, alla portata.. basta togliere il pilota automatico.

"Chiuso per Ferie, si riapre il 24 Agosto".  Niente di più chiaro, cazzo.

venerdì 2 agosto 2013

DRITTO COME L’OLIO

Può un non-scrittore avere la crisi del foglio bianco?
In teoria no, ma si sa le teorie spesso con la realtà, sorprendentemente, non hanno punti d’incontro. Io infatti non sono uno scrittore eppure ce l’ho.
La chiamo talvolta crisi artistica, altre volte mi piace chiamarla Martina Scavi, così perché è bello dare un nome alle cose. Anche un cognome, a volte. 

E sino a stasera ce l’ho avuta, cazzo, la Martina Scavi dico. Voler scrivere qualcosa e non riuscirci, perché hai un blocco creativo/artistico/simpatico/comunicativo.. è brutto.

Eppure poi arriva il giorno che passa. Basta trascurare la tv, mettere sul canale 700 di sky entrare nelle web radio e sintonizzare su Rock Nation che senza pubblicità offre a rotazione belle canzoni rock di ogni decennio. Che poi ora che ci ragiono, come fa a vivere senza pubblicità una emittente del genere? Sarebbe da andarci a fondo, ma non lo farò, perché sono pigro. Sta di fatto che in questo modo si crea la giusta atmosfera che fa venir voglia di scrivere le cose.

E così ripenso un po’ a queste ultime settimane vissute tra piccoli e grandi impegni, tallonato da problemi alla mia zampa sinistra che paiono non passare mai e proprio a tal proposito citerò un aneddoto che è la fotografia che ben inquadra il momento sfigamolle che sto attraversando.

Ennesima risonanza del 2013, la quinta se non sbaglio. Ed io non sbaglio. 

Per chi non l’avesse mai fatta, immaginate di essere infornati tramite un lettino scorrevole in un forno a legna tipo quello delle pizze, solo un po’ più tozzo. Bene. Ora prendete una grossa lavatrice industriale, un martello pneumatico e un team di muratori armati di arnesi a caso e urlate “Pronti.. Via!” .. e via tutti insieme per 25 minuti. Ecco, esattamente così.

Ebbene, ne ho fatte talmente tante che inizio a trovare una musicalità in quel frastuono disordinato. E’ diventato un genere che apprezzo più della musica Techno Hardcore e di Gigi D’Alessio, il quale, va detto per correttezza, lo metto dietro anche alla gara di rutti della festa della birra di Larciano (PT).

Per non farci mancare nulla, me l’hanno fissata a Padova. Padova non è lontana per uno che sta chessò… a Padova per esempio. Per uno che sta a Modena invece è lontana. Tanto per fare un parallelo, è come se ad uno di Padova la fissassero chessò.. a Modena, ecco, per capirci. Già… Tipo 300 km andare e tornare. 

“Vai lì alle 17,30, porta l’impegnativa, paghi e ti danno subito l’esito alla fine” – così parlò il mio medico e alla mia richiesta del nome della clinica lui categorico - “Non puoi sbagliare, uscita Monselice, ci sono subito i cartelli che ti portano alla clinica”.. Abbagliato da tanta convinzione non faccio più domande e parto. Arrivato a Bologna manco clamorosamente lo svincolo per Padova, idiota. 
Rimessomi in carreggiata proseguo, annoiato, verso l’uscita Monselice che poi ci sono i cartelli facili. 

Esco, preoccupato di non vedere alcun cartello e invece mi si para davanti un enorme insegna MEDI CLINIC con tanto di immagine della struttura. Aveva ragione lui. Seguo le indicazioni e arrivo con una manciata di minuti di anticipo alla clinica... sbagliata!!! Se non altro la receptionist si è fatta una gran risata alla mia frase di congedo: “Bene dai, anche oggi la mia figura di merda l’ho fatta, alla prossima, arrivederci!” e via verso la clinica giusta, ottenuta dopo una chiamata al doc!

Mentre aspetto il mio turno gioco a ruzzle, che mi ha ampiamente rotto le palle, ma devo ammettere che nei tempi morti svolge ancora bene la sua funzione. Certo che ogni volta a dover inanellare la noiosa ma redditizia serie di “ara-arai-are-ina-teri-aia-pia-poi..” ci si spacca la minchia. Che poi dopo mesi ancora non ho imparato che “Tera” non lo da buono e testardo lo digito ottenendo il meritato suono di errore.

Ecco la donnina chiamarmi, è giunto il momento del rumoroso esame. Ella si dimostra da subito estremamente cordiale, anche troppo.. quel tipo di persone che ci tengono a far capire la bontà delle proprie azioni e che mentre fanno le cose le dicono usando il plurale “Adesso mettiamo qui la cartelletta con tutte le documentazioni così non le perdiamo, poi compiliamo questo foglio” e lo fa lei. Cordiale si, ma ingannevole.

Il macchinario non è il convenzionale, quello a cui ho fatto riferimento prima, è un po’ diverso. Ed infatti è macchinario adatto soltanto alle articolazioni, limitatamente a quelle, ed io necessito di una più ampia sezione della gamba, dal ginocchio in giù. Appresa la notizia, la gentil donnina non si scompone ed anzi si prodiga a trovar soluzione.. e cazzo la trova. “Ne facciamo due, in due diverse sezioni”. Non lo do a vedere, ma a me pare una soluzione di una pochezza rara, un lavoro fatto un po’ col culo, raffazzonato in qualche modo. Dico che va bene.

L’infinita cinquantina di minuti per le due risonanze passa, ed io ringrazio il cielo perché dover stare immobile, nel baccano, per quanto in posizione sommariamente comoda, dopo un po’ ti crea cazzo di tensioni alla schiena e agli adduttori.. per non parlare poi se ti viene prurito al piede.. Insomma, una risonanza è per gente cazzuta, figuriamoci due!

Ringrazio la donna, che sempre con fare estremamente cordiale mi dice di attendere alcuni minuti nella sala d’aspetto, però non quella in cui aspettavo prima della risonanza, ma quella più avanti, passando il corridoio e mantenendo la destra, dove vedo la scritta ritiro esiti... e me lo ripete una seconda volta per essere ancora più chiara, ma io avevo già capito a metà della prima spiegazione, anche perché non siamo al St. Francis Memorial Hospital di San Francisco, è una clinica di Monselice, bellina ed efficiente per carità, ma piccolina. Mi avvio..

Nell’attesa dei miei esiti, un po’ teso perché spero vi siano notizie finalmente positive, mi chiedo quando e se rivedrò mai quella gentile signora e del senso di questi incontri. Persone che vedi una volta nella vita, con cui hai a che fare, scambi due battute e poi non le rivedi più. Punti di contatto fugaci che il più delle volte durano l’arco di una giornata per poi essere dimenticati tornando a casa.. chissà quando la rivedrò un cazzo, eccola che torna e dice di seguirla. La seguo confuso, magari mi vuol far parlare direttamente col dottore refertatore, forse sono un cleptomane e ho rubato delle robe, che ne so..

Arriviamo in un’altra sala medica, vedo un macchinario molto più simile alla solita risonanza e: “Guarda scusa ma..ti devi  togliere tutti gli oggetti metallici e mettere quel camice e vieni che ne facciamo un’altra” 

Facciamo? Io ne faccio un’altra! Cazzoooo.

Mi spiega che l’impegnativa parlava di caviglia, che doveva esserci scritto arto.. e che quella che andavo a fare era più completa. Si scusa ripetutamente, ma in effetti non dovrebbe, non è colpa sua.. ma si sa, certe persone, squisite, ti chiedono scusa a prescindere. Mi pesa da matti, ma mi adagio sul lettino, mi infilano, altro frastuono interminabile.. sorrido per lunghi tratti della terza risonanza giornaliera, un po’ perché voglio sdrammatizzare e un po’ perché è una risata isterica, quella che precede la pazzìa.

Terminato il terzo ed ultimo atto guardo l’orologio, le 20 sono passate da una decina di minuti. Affaticato dopo il pomeriggio trascorso tra macchina e ‘cantiere’ mi sollevo e vado a rivestirmi. Penso siano finite le beffe di quel giorno e invece ce n’è un’ultima, il colpo di coda. Visto l’orario inoltrato, il refertatore è (giustamente) andato a casa dalla famiglia, quindi gli esiti li avrò soltanto all’indomani. Bene. Neanche torno a casa con gli esiti. Avevo avvisato 50 persone che avrei fatto sapere gli esiti entro sera.. perfetto.

C’è sempre un lietofine però. E me lo regala lei, la persona più influente di quella mia giornata. La donnina d’animo buono. Si scusa per la quattordicesima volta se non sbaglio, ed io non sbaglio, e mi lascia con una frase che recita testualmente:

“Mi spiace, bastava compilare diversamente la ricetta e saresti venuto direttamente in quest’ultima macchina a fare la risonanza, dritto come l’olio”.

Dritto come l’olio. Questa me la segno, ho pensato.